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Quale futuro per il Borgo di Pratica di Mare?

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Un cancello impedisce da mesi l’accesso ed anche l’ultimo esercizio commerciale, il Caffè Enea, ha cessato l’attività: nell’antico borgo ormai regnano tristezza e solitudine. Pomezia deve dire addio a Pratica di Mare?

Il borgo medievale di Pratica di Mare è una vera perla che la storia ha consegnato a Pomezia. Il centro del mito di Enea frequentato già in età romana sotto la cui spinta nel medioevo è rinato il territorio pometino; un luogo di sconvolgente bellezza che incarna i valori identitari della nostra terra e a cui tutti i cittadini di Pomezia sono legati.

Già prima della fondazione nel 1939 e anche dopo, Pomezia e Pratica di Mare hanno sempre condiviso fortune e sfortune. Alla fine dell’ottocento, durante gli anni dell’illuminato e colto principe Camillo Borghese, mentre si ponevano le basi della nascita di Pomezia il borgo era stabilmente abitato da centinaia di persone fra braccianti, fattori, personale di servizio, medici e dai parroci che celebravano la messa nella più antica parrocchia del territorio, la chiesa di San Pietro Apostolo. Trascorsa la parentesi della seconda guerra mondiale, terminata con l’abbattimento ad opera delle truppe tedesche in ritirata sia della torre di Pratica, la più alta della Campagna Romana, sia della torre comunale di Piazza Indipendenza, gli ultimi decenni sono stati per il borgo, abitato ancora da molti concittadini e ormai dotato dei servizi essenziali, tra i quali una stazione dei carabinieri, un ufficio postale, un asilo condotto da suore, esercizi commerciali, ristoranti, una tabaccheria, un alimentari, degli anni pieni di vita! Basterà ricordare che all’interno del borgo si sono tenuti fino a pochi anni fa tantissimi matrimoni unitamente alle funzioni domenicali e sono stati girati film, tenuti concerti e famosa è stata la manifestazione replicata durante gli anni ’80 di Pratica Jazz con artisti di fama mondiale.

Nel corso degli ultimi anni tuttavia, le attività commerciali hanno chiuso una ad una, dai ristoranti, alla bottega artigianale e i tanto attesi lavori di recupero iniziati alcuni mesi fa ad opera della proprietà e salutati da tutti inizialmente in maniera molto positiva si sono trasformati in un serio motivo di preoccupazione dopo che, alla fine di dicembre anche l’ultima attività commerciale presente a Pratica di Mare da quasi trent’anni, il ben noto Caffè Enea, ha chiuso i battenti; chiusura accompagnata dall’installazione di un cancello di entrata, che impedisce ormai stabilmente l’accesso al borgo, ad opera della società proprietaria, la Nova Lavinium S.r.l.,  protagonista recentemente di un accordo con il Comune di Pomezia per l’apertura del sito archeologico dei XIII Altari di Lavinium.

Pratica di Mare da luogo splendente e vivo si è trasformato in un luogo spettrale, chiuso e negato ai cittadini che per secoli lo hanno vissuto, uno spettacolo triste che ferisce ed apre ad inquietanti interrogativi.

Cosa significa quel cancello? Sono in molti i cittadini di Pomezia a chiederselo e a poco sono serviti i tentativi di coloro i quali hanno rilasciato interviste rassicurando sulla provvisorietà della chiusura per via del cantiere edilizio: va infatti precisato che i lavori edilizi, come risulta dal cartello di cantiere esposto fuori dal Borgo, dovevano essere ultimati lo scorso 11 novembre 2016 mentre a tutt’oggi i lavori sembrano essere stati interrotti.

Per quanto tempo il Borgo di Pratica di Mare risulterà inaccessibile ai cittadini di Pomezia? Forse per anni? Forse per sempre?

Ma soprattutto, quel cancello poteva essere installato dalla proprietà? Poteva essere insomma interdetta l’accessibilità pubblica di un borgo aperto a tutti da oltre quattrocento anni e dotato nel corso degli anni di tutti i servizi essenziali molti dei quali di carattere pubblico, oppure questa chiusura e soprattutto la contestuale assenza di qualsiasi provvedimento formale atto a ristabilire la fruizione pubblica da parte del Comune di Pomezia genererà il diritto per i proprietari a considerare la perla storica di Pomezia al rango di un giardino privato ove non si potrà più accedere senza il proprio permesso?

La verità è che a tutt’oggi non vi sono certezze relativamente al futuro del sito storico più importante del territorio pometino né se finirà così la gloriosa storia del Borgo di Pratica di Mare con buona pace dei cittadini, dei turisti e di tutti i buoni propositi relativamente alla valorizzazione dei beni culturali e della storia di Pomezia.

L’Associazione Latium Vetus, ribadendo la fervida volontà di evitare la perdità della fruizione del Borgo, non può che auspicare un chiarimento sul futuro di Pratica di Mare da parte innanzitutto dell’amministrazione comunale di Pomezia unitamente alla sua riapertura in tempi rapidi e certi.

Associazione Latium Vetus

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