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Cogea, Ass. Latium Vetus e cittadini ricorrono al T.A.R.

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Si inasprisce lo scontro relativo al procedimento autorizzativo dell’impianto Cogea, ovvero il progetto che potrebbe portare a Pomezia almeno 60 mila tonnellate annue di rifiuti organici, e giunge dinnanzi ai giudici del T.A.R. del Lazio, con un ricorso al tribunale amministrativo regionale presentato dall’Associazione Latium Vetus e dai cittadini di Roma 2 e Santa Palomba, sempre più pronti a difendersi da soli e a far valere le ragioni del proprio territorio e della propria salute, cosi come annunciato nell’assemblea pubblica di sabato mattina 28 ottobre.

La variante del progetto targato Cogea “Impianto per il trattamento dei rifiuti organici da raccolta differenziata con produzione di compost di qualità” aveva incassato dalla Regione Lazio la conferma alla Valutazione di impatto ambientale lo scorso 11 luglio 2017 tramite determinazione n. G09734, in pratica il primo “ok” al progetto frutto della cd. ‘trattativa’ dell’amministrazione comunale di Pomezia, la quale aveva infatti esultato nei mesi scorsi per la ‘riduzione’ dell’affaire Cogea da ‘Biogas’ a “impianto di compostaggio”, salvo poi però notare che lo spettro del ‘Biogas’ continui ad essere menzionato nell’atto ufficiale impugnato, in quanto “La sezione di trattamento anaerobico con produzione di biogas – si legge – potrà̀ essere oggetto invece di un futuro 2° stralcio funzionale …”, scrive la Regione Lazio nella determinazione che di fatto sancisce l’ecocompatibilità della variante del progetto Cogea, seppure in una foschia burocratica che lascia tuttavia poche speranze ai cittadini.

Se per il Comune di Pomezia e per la Regione Lazio, o almeno per una sua parte, questo progetto sembrerebbe contenere trascurabili “controindicazioni” di natura ambientale, per l’Associazione Latium Vetus e i cittadini di Roma 2 e Santa Palomba non è assolutamente cosi: associazione e cittadini infatti dopo una fase di approfondimento con tecnici ed avvocati hanno infatti impugnato la determinazione regionale n. G09734 dell’ 11 luglio u.s. di conferma alla V.I.A. ed hanno portato il caso all’attenzione dei giudici amministrativi del T.A.R. del Lazio.

Per i cittadini, e le associazioni le contraddizioni legate all’impatto ambientale del progetto ci sono eccome: “Il progetto legato a Cogea sarà estremamente impattante.” dichiara Giacomo Castro, Presidente dell’Associazione Latium Vetus, “l’atto impugnato dalla nostra Associazione, ci tengo a sottolineare, unitamente ai cittadini di Roma 2 e Santa Palomba che hanno dato vita nei mesi scorsi ad una sottoscrizione pubblica per la raccolta dei fondi necessari alle spese legali, è stato lungamente esaminato dai nostri tecnici ed avvocati. Nella determinazione regionale la variante impiantistica (frutto della cd. ‘trattativa’) viene descritta come un “impianto in diminuzione”, perciò meno impattante dal punto di vista ambientale, e questo appare assolutamente in contrasto con la realtà: i quantitativi di rifiuti annui rimangono i medesimi, addirittura aumenta il numero delle biocelle (le cisterne dove verranno lavorati i rifiuti), si lascia inoltre aperta la porta alla realizzazione in futuro della sezione anaerobica per la produzione e combustione del biogas, ma soprattutto, l’atto impugnano sembra non tenere minimamente conto della proposta di vincolo paesaggistico che è stata ratificata il 18 maggio scorso dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma, la Provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, che introduce una normativa di tutela su un area di circa 2000 ettari fra Pomezia ed Ardea”.

Ci si chiede come si possa ancora pensare di realizzare un impianto che dovrà trattare quel quantitativo di rifiuti in quel lotto, nei pressi del quartiere abitato di Roma 2, accanto alle case sparse e ad una torre del Duecento come il complesso di Torre Maggiore (la torre medievale peraltro più bella ed importante della Campagna Romana). Lascia interdetti il fatto che Comune e Regione non sembrano preoccupati relativamente alla tutela di un importante bene del patrimonio culturale del loro territorio. Lascia ancora più interdetti il fatto che il 30 Novembre 2014 il Comune di Pomezia aveva siglato proprio con l’Associazione Latium Vetus un protocollo di intesa per la salvaguardia di Tor Maggiore, salvo poi sparire l’anno dopo. Un protocollo di intesa che non portò assolutamente a nulla e che rimase in pratica sulla carta.

Non è questo l’atteggiamento che avremmo voluto dalle nostre amministrazioni. Le nostre proposte in questo ultimo anno relativamente a Cogea non sono mai state prese in considerazione, siamo stati lasciati totalmente soli e sulla base di queste considerazioni ora ci siamo organizzati e siamo pronti a difenderci da soli e a difendere il nostro territorio e la nostra salute da qualsiasi proposta da noi reputata illegittima e prevaricatrice. L’Associazione Latium Vetus non abbandonerà né ora né in futuro i cittadini ed i propri obiettivi legati al perseguimento della tutela territoriale!

Associazione Latium Vetus

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