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Latium Vetus incontra la Soprintendenza Archeologica

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LATIUM VETUS INCONTRA LA SOPRINTENDENZA: A POMEZIA VENGA APERTO IL SITO ARCHEOLOGICO DEI XIII ALTARI. PREOCCUPAZIONI PER TOR MAGGIORE A SANTA PALOMBA.

La situazione dei due siti culturali al centro dell’incontro fra l’Associazione e il funzionario per la zona di Pomezia della Soprintendenza archeologica.

Lo scorso Venerdi 01 Aprile 2016 si è tenuto l’incontro fra il rappresentante legale dell’Associazione Latium Vetus ed il funzionario per la zona di Pomezia della Soprintendenza Archeologia del Lazio e dell’Etruria Meridionale, Dott. Francesco Di Mario.

L’incontro, che segue quello avvenuto lo scorso 09 Dicembre con la Soprintendente Archeologia del Lazio e dell’Etruria Meridionale, Dott.ssa Alfonsina Russo e la successiva nomina nello scorso mese di Gennaio 2016 del Dott. Di Mario, quale ispettore oltreché per la zona di Ardea, dove opera già da anni, anche per il territorio pometino, ha avuto l’obiettivo di approfondire la condizione di due beni culturali di fondamentale importanza a Pomezia: il sito archeologico dei XIII Altari ed Heroon di Enea ed il complesso medievale di Tor Maggiore in località Santa Palomba.

Il rappresentante dell’Associazione Latium Vetus ha rimarcato al Dott. Di Mario, dopo il positivo stanziamento da parte del Ministero dei Beni Culturali di 125.000 euro per il rinnovamento delle coperture dell’Heroon di Enea previsto per il  2017, l’assoluta importanza dell’apertura e della fruizione in pianta stabile del sito archeologico dei XIII Altari. Dopo anni infatti di chiusura e di difficile fruizione del sito, più volte meta di visite guidate da parte dell’Associazione Latium Vetus, è ormai oggi assolutamente ineludibile una diversa gestione del sito che punti ad una maggiore fruizione del sito a cittadini e turisti con orari di accesso chiari e che allo stesso tempo garantisca la necessaria manutenzione di cui necessita il sito. Ottimale per l’Associazione Latium Vetus il coinvolgimento dell’ente comunale di Pomezia.

L’Associazione Latium Vetus si è manifestata disponibile a dare il proprio supporto affinché si colga velocemente l’occasione attesa invano per anni che i XIII Altari di Lavinium, conosciuti in tutto il mondo, possano divenire il sito archeologico di punta del territorio pometino senza ovviamente perdere di vista gli obblighi per chiunque gestirà il sito di manutenerlo, di curarlo e tutelarlo.

Altro tema al centro dell’incontro, la grave situazione, ormai nota a tutti della conservazione del complesso di Tor Maggiore, il cui valore identitario, la conservazione e la turisticità risultano sempre di più inesorabilmente a rischio di perdita: l’Associazione ha rimarcato all’ispettore l’importanza che la tutela del complesso medievale entri nella programmazione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e che venga dato seguito alla proposta presentata dalle Associazioni di Pomezia di apposizione di un vincolo indiretto sui terreni limitrofi ove in parte ricadrebbe la realizzazione della centrale a biogas proposta dalla Cogea s.r.l. per la lavorazione di 66.000 tonnellate annue di rifiuti organici.

Il rischio legato alla realizzazione della centrale è infatti tutt’altro che scongiurato: nei prossimi mesi infatti si discuterà presso il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio il ricorso della ditta Cogea s.r.l. contro la determinazione della Valutazione di Impatto Ambientale con prescrizioni emessa dalla Regione Lazio.

Associazione Latium Vetus

NO alla Biogas Si alla Tutela

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